ASSISTENTI INVISIBILI

La presenza di artisti amati,
mi aiuta a compiere opere.
Suggeriscono l’essenza del loro lavoro
quando, lo scoraggiamento mi sorprende
ruggiscono, sono pronti
a combattere per me.
Lo spazio affollato di grandi
presenze, la loro maestà
rifulge, ognuno ha i propri
colori, nelle 48 tonalità.
Affini all’essenza,
perla centrale della nostra
vitalità, s’attristano
quando non sono ascoltati.
L’attesa, che noi si compia,
le opere incompiute,
impulsi che non hanno
trovato conseguenza.
Rivestire i segreti eterni
con nuove forme
o svolgere quelli non ancora presenti.


28.02.1992  


Enrico Natale Cotti, pittore, scultore e poeta è nato a Verbania Intra il 13 gennaio 1941, rimasto orfano di padre a 3 anni, ha vissuto con la mamma e le due sorelle ad Intra fino all’età di 35 anni, trasferendo poi la sua dimora a Cannero Riviera (a Piancassone) fino alla sua morte avvenuta nel gennaio 1996.

Ha frequentato l’Istituto Cobianchi a Intra conseguendo il diploma di perito meccanico.
Avvicinatosi alla creazione artistica fin dall’adolescenza è sostanzialmente autodidatta e dopo aver lavorato in varie fabbriche e insegnato per molti anni a Luino, si dedica all’attività artistica.
Nel corso degli anni ’60 ha soggiornato a Milano e a Roma. Nell’estate 1965 espone le sue opere a Orta (Piemonte) e conosce Jean Arp che invita il giovane pittore a Parigi.

Un altro incontro però è stato più significativo per Enrico Natale Cotti. Nel 1966, in occasione della seconda Mostra di pittura a Cannero Riviera riceve il 1° Premio per il quadro “INCONTRI FESTOSI – 1964”.
Nel giorno dell’inaugurazione incontra lo scrittore e studioso tedesco H.H. von Schoen che soggiorna a Cannero nel periodo estivo e che diventerà suo maestro ed amico. Tale incontro ha prodotto una svolta fondamentale nella vita artistica di Enrico Natale Cotti. Seguono altre mostre a Varese, Stresa, Milano, Roma, Firenze ed altri premi.

Nel 1980 Enrico Cotti conosce Chiara Lazzati che diventerà la compagna della sua vita. Seguono soggiorni a Londra e negli Stati Uniti. Mostre a Torino, Lugano, Firenze, Roma, Wiesbaden e Bologna.
Nel 1985 la ZDF Germania gli dedica un documentario a titolo: Enrico Cotti - EIN MALER AM LAGO MAGGIORE che è andato in onda un anno dopo anche su Kabel Fernsehen 3 Sat.

Oltre alle sue attività di pittore e scultore Enrico Natale Cotti sviluppa sempre più il suo talento come scrittore.

Nel 1986 scrive ETRUSCHI, un testo teatrale.

Nel 1990 sono pubblicati PATMOS, un testo sulla visione dell'Apocalisse, e CAMPI, SENTIERI E PIETRE DI BRITANNIA.

Nel 1991 scrive L'ANGELO CHE PARLO' A SE STESSO, un monologo teatrale, e nel 1992 SUL SENTIERO, una raccolta di poesie sugli “assistenti invisibili”.

Nel 1993 segue PASOLINI OLTRE LA MORTE e nel 1994
LE MANI DEL CAVATORE.

Nell’autunno 1995 racconta per un’antologia tedesca le sue esperienze come artista in un saggio intitolato
IL CORPO NON MENTE.

Pur risiedendo sulle rive piemontesi del Lago Maggiore, a Cannero Riviera, trascorre lunghi periodi a Bocca di Magra (Liguria), dove soprattutto ha eseguito le sue sculture.

Enrico Natale Cotti muore improvvisamente il 24 gennaio del 1996 a Verbania Intra.




Enrico Natale Cotti, painter, sculptor and poet, was born in Intra on the 13th of January 1941 and lived in Cannero from 1976 until his unforseen death occurred on the 24th of January 1996.

He was drawn to artistic creation from adolescence and was basically self-taught. He went to the Cobianchi Institute and, after having worked in small and large chemical and mechanical industries and taught at Luino for twelve years at a professional school, he devoted himself to artistic activity.

In his youth he frequently visited the house of the sculptor Arturo Martini and the advice of Egle Rosmini revived his artistic talent. He met the painter L. Dudreville (signatory of the MANIFESTO FUTURISTICO) and in Milan, where he lived from 1965 to 1968, he diligently visited the sculptor U. Milani, who stimulated him in the research of the forces of movement of each subject-object.

In the summer of 1965 during an exhibition at Orta, Jean Arp commented on the aesthetic awareness of his work and invited him to Paris.

In 1966, on the occasion of the second Exhibition of painting in Cannero, where he received the first prize for the work “Incontri festosi” ( MERRY ENCOUNTERS ), he met the writer and scholar H.H. von Schoen who became for Cotti a cultured reference point.

Meetings with people like Calderara, Bargellini, Guidi and Bartoli followed, which made him reflect intensely and stimulated his creativity.

Cotti said: “…Man, through his work, his art, his way of life has the duty to give form to chaos…everyone has to find his place that will bring him to find the principal lines of his creation…”

In 1981 he met Chiara Lazzati, left school and dedicated his life to painting, sculpture, writing and poetry. He showed in many group and personal exhibitions and received important prizes in Italy and abroad.

There were periods of residence in London and the United States of America. In autumn 1995, in a German anthology, he spoke about his experience as an artist in an essay with the title “Il corpo non mente” ( THE BODY DOES NOT LIE ).

His sudden, unexpected death was on the 24th of January 1996.

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ANNA MAGNANI

La gabbia della vita
costruita coll’ignoranza
delle convenzioni
tormenta l’anima,
ma un furore
s’impossessa del cuore
e ci dà la forza
per spezzare ogni catena.
Libero, l’amore si veste
di passione, infiamma
ogni cosa spenta
e tutti si esaltano alla vita.
In semplicità, con il
diritto di chi ama,
ci si avvia alla patria
eterna,
dove ogni cittadinanza è
amore.

Anna Magnani (Alessandria d’Egitto 1908 - Roma 1973), attrice cinematografica

Enrico Natale Cotti 06.06.1992



ERASMO DA ROTTERDAM

Selciati consumati,
velieri alberati,
cordami grassi di sego
indice di vita laboriosa.
Le mappe riposano nei libri
di pergamena,
scoloriti dal tempo,
ma le terre riportate
sfolgorano,
solo la memoria è tenue.
Le terre dello spirito
risplendono di colori
e nell’anima il ricordo
è tenue, coraggio di capitano
e audacia d’esploratore
ce la fan trovare.
La mappa aveva ragione.


Erasmo da Rotterdam (1466 o 1469-1536), umanista olandese

Enrico Natale Cotti 12.07.1992

FULCANELLI

Nel matraccio letto il nome,
riscritto sul frontone
di segreta porta,
dentro, gli animali parlanti
di magica metamorfosi.
Si dispongono ad angoli
o sospesi e tracciano
la geometria muta,
con occhi fissi
inducono la struttura
e il guardiano
con meraviglia s’appropria
e nella pergamena gialla
la riscrive a rosso.
All’alba, s’alza
srotolata al sole
e in trasparenza
rilegge il segreto.

Fulcanelli, pseudonimo di un alchimista del sec. XX

Enrico Natale Cotti 01.04.1992






GIORDANO BRUNO

Un piccolo corpo,
centro di spirito grande.
Non potevi essere accettato,
Dio ridotto
a regni terreni.
Hai gettato le basi
alle scienze future,
i labirinti della mente
quasi un gioco.
Ellisse di sistema solare,
percorso in 24mila anni,
duemila anni, impulsi a segno.
L’acquario esplorato,
lo spirito versato da anfora,
colmerà il mondo.
Sorreggi lo stendardo
alto, visto in lontananza,
l’asta pesante,
le dita serrano a cernia:
tessuto di bianco,
scarlatta la scritta,
verità di se stessi.
Cavalli bardati
Impennano a festa,
ti hanno visto da lontano.


Giordano Bruno (Nola 1548 – Roma 1600), filosofo e letterato

Enrico Natale Cotti 15.03.1992

PASOLINI

Quattro le vie dell’universo,
per percorrerle, un lungo tempo,
ognuno prende la sua,
le orme sono molte,
confuse, più o meno profonde.
Non fissare troppo lo sguardo,
potresti dimenticare lo scopo
dell’andare.
Se giungi al termine,
una piccola folla,
al termine delle altre,
piccole folle,
han preso il colore della via.
In questo momento
t’accorgi che l’essere
è un punto.
Tutto converge ad esso.

Pier Paolo Pasolini (Bologna 1922 – Roma 1975), scrittore, pittore e regista cinematografico

Enrico Natale Cotti 31.03.1992

TELESILLA

Se ha coraggio, una donna
è invincibile.
Era si unisce a Minerva
e la femminilità esaltata
sconvolge l’uomo,
non può uccidere due anime
che gridano alla Vita
con tale intensità.
Questo, la donna
dovrebbe farlo sempre
e allora l’uomo per
esserle pari
dovrebbe reinventare
la sua presenza
al fianco di tale
donna.
Tornerebbe l’età
degli Dei.

Telesilla, poetessa lirica e guerriera greca. Salvò Argo da Sparta - V sec. a.C.

Enrico Natale Cotti 10.06.1992



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ALCHIMIA INTERIORE

La sera ombreggia il parco.
Tre fagiani d’oro
oltre la siepe di mirto,
smuovon le foglie d’autunno.
Ritornano i simboli antichi
cosa si è compiuto in me?
Immagine cara
ti custodisco da molto,
racconti un segreto di filigrana
e l’alchimia del pensiero
distilla…
gocce lente, più lente
pazientemente raccogli
e potrai ascoltare
il sussurro della verità

Enrico Natale Cotti 31.01.1992



COI PIEDI NUDI…

Coi piedi nudi
menavo le capre,
né l’erba secca e rude
che si ribellava al vento
né il roteare dei falchi, né il pietoso
abbaiare di una cane
potevano distruggere la pace che
consumavo in gioventù
Ora non ho più i piedi
scalzi.


Enrico Natale Cotti 1958


CREATIVITÀ

Mercurio quasi congiunto al sole,
scintillante, sfuggente
riflette raggi solari.
Da Urano a Nettuno
onde direzionano
i loro segreti,
solo gli dei aiutano
decifrarli,
angoli d’intersezione
ampliano la comprensione.
Necessaria la sintesi,
una danza balzante
nell’ovvio o nell’impensato,
il più lontano o vicino
senza paura.
Ecco le cose nuove,
con gioia accoglile,
sono figlie dell’uomo,
respirano nell’universo.

Enrico Natale Cotti 12.03.1992

IL CUORE MI BRUCIA…

Il cuore mi brucia
una pietra dentro
si rivolta
la selce aguzza è sotto
i miei piedi.
Datemi un poco di terra
ove possa nascondermi
un cespuglio ove siano caduti
fulmini di trenta secoli.
Venga un vento terribile
e scuota tutte le galassie
dell’universo
si che una pioggia di stelle
faccia straripare
i fiumi dell’Africa
e i fiordi della Norvegia.
Migliaia di frecce, lance
e cavalli sia su di me,
i loro ventri squarciati
mi soffocano.


Enrico Natale Cotti 1959-60



STONEHENGE

Si rincorrono fiumi stellari
nella sottile invisibilia,
chiedono a gran voce
la pietra sagomata
che li possa attrarre
e nel captarli donare
lo scopo di loro evento.
Corpi scavati da sacra fatica
guidano la pietra
nello scavo che può
ospitarla.
Il cerchio formato
cattura i venti in circolo
e da lì, felici, a
fecondare la terra.
Gli uomini più sapienti,
il raccolto più abbondante,
diviene Stonehenge
il cuore di un popolo.

Enrico Natale Cotti 19.07.1992








ALLE MONTAGNE

Sono le mie amiche
limitano i miei spazi
senza colore,
e non mi lasciano
dissolvere in quelli stessi.
Il tempo le colora, pellegrino
che le percorre su e giù, lasciando
dietro l’eco infuocato del suo passo.

Enrico Natale Cotti 1958








CORPO

Ossa fasciate di fibre
il sangue scorre pesante
la vertigine obliquamente mi sorregge.
A luminosi punti, tendini fluorescenti.
Albero ti fletti a silenziose bufere
ahi, la paura di frangere germogli
espansione
senza pausa
senza riposo
Dramma divino che ha generato
l’uomo
Fronde soleggianti.
Il femminile: si svolgono i volumi
concavi e convessi
Le burrasche adagiate sorridono
l’espansione continuerebbe la sua corsa.
Il maschile produce il ritorno
nuove onde
linfa cangiante che alimenta il tuo corpo
i tuoi bagliori
roventi foglie sulla mia pelle.

Enrico Natale Cotti 1972

IMPRONTA

Foglie verdi
pulsanti di vita
fiumi di clorofilla,
vapori azzurrini.
Ogni forma ha
la controfigura
che risiede
nel limbo di
vite silenziose.
Si avvicinano i due
universi
e una lascia il posto
all’altra.
S’intersecano,
si scambiano i colori,
appare l’impronta
gialla, secca, rigida,
quasi argilla sottile.
Il mondo delle impronte
si annuncia in miliardi
di ripetizioni.
Cosa impariamo?
Ognuna un punto interrogativo.
Ognuna, risposta che
sappiamo.
Ognuna, disperatamente
ci ossessiona
a comprendere il segreto.
Chi genera il mondo
delle impronte?
Chi lo modifica?
Chi lo vuole presente?

Enrico Natale Cotti 23.11.1993









Grecia
Londra
Stati Uniti
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PERSONALI

1965 - Palazzo “Pro Orta”, Orta S. Giulio (NO) (pittura)
1968 - Kursaal di Pallanza - Verbania (pittura)
1969 - Kursaal di Pallanza ­- Verbania (pittura)
- Galleria Internazionale, Varese (pittura)
1971 - Galleria Lanza, Verbania-Intra (pittura)
1975 - Galleria Portichetto, Stresa (pittura)
1977 - Galleria Alcyone, Firenze (pittura)
1981 - Rocca Borromeo, Angera (pittura)
1982 - Studio d’arte C.E.R.A.I.O., Verbania-Intra (pittura)
1983 - Galleria “La Canonica”, Novara (pittura e scultura)
- EXPOARTE, Brescia (scultura)
- Rocca Borromeo, Angera (pittura e scultura)
- CITIFIN, Torino (pittura)
1984 - Galleria ARTESTUDIO, Modena (pittura e scultura)
- EXPOARTE, Brescia (pittura)
- Studio “SUIRA”, Lugano (scultura)
- CITIFIN, Firenze (pittura)
- CITIFIN, Roma (pittura)
1986 - Klinik für Diagnostik, Wiesbaden/Germania (pittura e scultura)
- Biblioteca Civica, Stresa (pittura)
- Simposio di scultura, Arandelovac (scultura nel parco della città jugoslava)
1990 - ETRURIARTE 3, Venturina (pittura e scultura)
- Galleria “La Nassa”, Lecco (pittura)
1992 - Galleria Artespazio Dieci, Bologna (pittura e scultura)
- Palazzo Comunale, Sarzana (pittura)
1996 - Albergo Europa, Cannero Riviera (pittura e scultura)
1998 - Palazzo Viani Visconti, Verbania-Pallanza (pittura)
2002 - Villa San Remigio, Verbania-Pallanza (pittura e scultura)
2004 - Villa Giulia, Verbania-Pallanza (pittura)
2006 - Sculture nel parco intitolato a “Cotti Enrico Natale”, Cannero Riviera




COLLETTIVE

1961 - 2a Mostra d’arte dello studente, Palazzo delle Esposizioni, Roma
1966 - 2a Mostra di pittura, Cannero Riviera
1967 - 25a Biennale d’arte Città di Milano, Palazzo della Permanente (pittura)
1968 - Mostra annuale Città di Milano, Palazzo della Permanente (pittura)
- 20° Concorso Nazionale di Pittura “M. Marzini”, Borgonovo Val Tidone
- VIa Rassegna Arti Figurative di Roma e del Lazio, Roma (pittura)
- IIIa Edizione “La Martiniana”, Roma (pittura)
1969 - Concorso “Pittura Scultura Grafica Giovanni XXIII” Palazzo delle
Esposizioni, Roma (pittura)
- Premio Città di Arona, Palazzo Municipale, Arona (pittura)
- “Novara-Center”, Kursaal, Verbania-Pallanza (pittura)
1970 - Mostra Internazionale “Europa 70”, Milano (pittura)
- Omaggio a Marino Mazzacurati, Alba Adriatica (pittura)
1972 - III° Trofeo Internazionale Pittura Scultura Grafica, Palazzo delle Esposizioni,Roma (pittura)
1974 - Va Rassegna Nazionale di Pittura, Centro M. Buonarroti, Massa Carrara
1975 - Premio Sant’Ambroeus, Milano (pittura)
- IIIa Edizione Premio Ilaria, Varese (pittura)
1976 - Mostra “Morando Bolognini”, Castello di Sant’Angelo Lodigiano (pittura)
- “Controparete”, piazza della Chiesa, Baveno (pittura)
- Ia Edizione “Primavera Lombarda”, concorso Internazionale di pittura, Milano
- 5° Trofeo Internazionale Pittura, Scultura, Grafica - Legnano
1977 - VIIa edizione Premio Internazionale di pittura “Il pavone d’oro”, Milano
- VII° Premio Nazionale della Grafica, Galleria d’Arte di Palazzo Doria, Genova
- IVa Edizione “Natale d’Oro”, Art Mondial Gallery, Milano (pittura)
- VII° Premio internazionale “Brunellesco”, Rotonda di Donatello, Firenze
1979 - Mostra Nazionale di pittura “Futuribile”, Centro culturale l’Arcobaleno, Milano (pittura)
- CRAL Regione Lombardia, Arti Figurative, Milano (scultura)
- VII° trofeo Internazionale Amici di Legnano, Milano (scultura)
1980 - Premio Malatesta, Rimini (pittura)
- Palazzo Comunale Flaim, Verbania-Intra (pittura)
1983 - Biennale Mediterranea di arte contemporanea, Catanzaro (scultura)
- IXa Edizione Premio Internazionale “Santa Croce”, Firenze (scultura)
- Culture Day, omaggio V° Centenario Raffaello, Tokyo (grafica)
1984 - I° Concorso Nazionale Pietro Nenni, Prato (pittura)
- “I Trenta”, Studio d’arte C.E.R.A.I.O., Verbania-Intra (pittura)
- “I Trenta”, Rocca Borromeo, Angera (pittura)
- “Manciano 84”, Manciano (pittura)
- “Momenti e presenze italiane”, Biennale 84, Albano (pittura)
- “I Trenta”, Palazzo Ducale, Rimini (scultura)
1987 - “Sei pittori a Baveno”, Baveno (pittura)
1988 - Fortezza di Basso, Firenze (scultura)
- Fiera Marmi e Macchine, Marina di Carrara (scultura)
1989 - Fiera Marmi e Macchine, Marina di Carrara (scultura)
- Musei Civici di Villa Mirabello, Varese (scultura)
- Casa della cultura Gorky Park, Mosca (scultura)
- Casa della cultura, Baku (scultura)
1990 - “Novara arte contro il Cancro”, Palazzo del Broletto, Novara (pittura)
1991 - ETRURIARTE 4, Venturina (scultura)


PREMI

1966 - IIa Mostra di pittura, Cannero: 1° Premio
1968 - “II° Trofeo Roma”, Club artistico “Teleuropa”, Roma: medaglia d’argento
1969 - I° Concorso Nazionale di Pittura Contemporanea, Premio Arona 1969: diploma di segnalazione al merito
1972 - I° Concorso Nazionale di Pittura Contemporanea, Trarego: diploma d’onore e segnalazione
1975 - Premio Ilaria, Varese: 3° classificato
1976 - V° Trofeo internazionale di Pittura Scultura Grafica, Legnano: diploma di merito
- titolo di Accademico dell’Accademia Tiberina di Roma
- Primavera Lombarda ’76, Milano: diploma di merito
1977 - VII° Premio Internazionale “Brunellesco”, Firenze: diploma con medaglia d’argento
- Natale d’Oro 77, Milano: medaglia con segnalazione
- VIIIa Rassegna Primavera, palazzo dell’UNESCO, Parigi: premio della Giuria “Vittoria alata”
1978 - IXa Rassegna Primavera Marseille 1978, Musée de la vieille Charité, Marsiglia 1° Premio per scultura
- Il Pavone d’Oro 1978, VIIa Edizione, Milano: attestato di segnalazione per la pittura
- Noi a Milano: Oscar del successo
1979 - VII° trofeo internazionale Pittura Scultura Grafica, Associazione Amici di Legnano: 1° Premio per la scultura
- Mostra Nazionale “Futuribile”, Milano: diploma d’onore
1983 - IX° Premio Santa Croce, Firenze: 1° premio di Scultura
- Culture Day, Tokyo: segnalazione speciale d’arte
1984 - “Campidoglio d’Oro” Roma ’84, Accademia Burckhardt, Palazzo Barberini,
Roma: Premio per la pittura
- Mostra d’arte, Manciano: premio per la pittura
- I° Concorso nazionale Pietro Nenni, Prato: VI classificato per la pittura


PUBBLICAZIONI

1982 - Verbania - Incontri a Londra (racconti)
1987 - Verbania - Etruschi (testo teatrale)
1990 - Verbania - Patmos (testo teatrale )
1992 - Roma - Sul sentiero (raccolta di poesie)
1992 - Sarzana - L’angelo che parlò a se stesso (monologo teatrale)
1993 - Roma - Pasolini oltre la morte (testo teatrale)
1994 - Bocca di Magra - Le mani del cavatore (testo teatrale)
1995 - Cannero - Il corpo non mente (saggio)

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Giornali e riviste

La Stampa, Noi a Milano, La Repubblica, La Nazione, Il Verbano, Corriere di Novara, L’Azione, Corriere di Chieri,
La Prealpina, Provincia Azzurra, Il Nord, Il Messaggero di Verbania, Eco Risveglio, Wiesbadener Kurier


Recensioni e saggi di

P. Arnold, M. Bertolo, Veleda Bignami, E. Brenna, M. Chiodoni, G. Coluccia, E. Conti, V. Flick, P. Giacoletti, A. Giannoni, G. Guglielmi, G. Held, E. Levergeois, M. Lodi, V. Menoni, M. Mezan, T. Pera, M. Pergolari, G. Pizzigoni, B. Pompilio, C. Recchia, A. Ronzoni, A. Scommegna, C. Valmante.

Cataloghi delle mostre

Enrico Natale Cotti, Campi, sentieri e pietre di Britannia (testo di Danilo Manera), 1992
Enrico Natale Cotti. Le fatiche di Ercole (testi di Gerd Held e H.J. Strecker), 1998
Enrico Natale Cotti (testo di Angelo Mistrangelo), 2002
Enrico Natale Cotti. Floreale metafisica (testo di Valerio Menoni), 2004

IL NATALE DEL VERBANO
A Cannero una splendida mostra rende omaggio ad un artista a tutto tondo troppo presto scomparso.
Valerio Menoni 18 Ottobre 1996


" . . . Allievo e figlio spirituale di Hans Hinrich von Schoen, grande iniziato e uomo di cultura, oppositore del nazismo e fautore del rinnovamento spirituale della nuova Europa nata dalle ceneri della seconda guerra mondiale, Cotti ha saputo essere all’altezza del suo grande Maestro. Giorno dopo giorno dai 26 anni in poi ha forgiato nel fuoco il suo spirito e ha portato nell’arte la visione lucida del suo percorso, con una determinazione degna dei suoi precursori. Pittura e scultura, teatro e poesia, astrologia e fluido magnetico, sono stati i campi in cui ha operato armato solo della sua sensibilità e del suo amore verso il prossimo.
Potrebbe sembrare strano disquisire su di un artista con simili presupposti ma senza di essi la figura e l’opera di Cotti rischiano di restare un mistero. Alcune delle opere esposte a Cannero sono della serie “Campi, sentieri e pietre di Britannia”: una di queste opere è intitolata “Il filo rosso” e questo può essere ben preso a motivo dominante dell’opera di Cotti. Infatti ogni sua opera pittorica si muove sul potente filo rosso della sua energia, ogni sua opera scultorea nasce da profonde meditazioni sulla natura e il moto della terra e della pietra che essa contiene, ogni suo scritto nasce dalla perfetta e impeccabile immedesimazione storico-temporale con il periodo storico o l’autore trattato. La dimensione extratemporale per Cotti era una naturale forma di vita, la comprensione degli esseri umani, delle loro paure e dei loro difetti era per lui completa, l’aura di ognuno di loro gli era perfettamente intelliggibile ed era in grado di trasporla nelle sue opere.
Cotti si era avvicinato al teatro per far partecipare il più largo numero di persone alle sue sensazioni. " . . .
"La visione dell’artista sciamano era completa, anzi naturalmente completa nel Cotti, la scelta iniziale di dedicarsi alla scultura o comunque ad una attività artistica che comprendesse un notevole sforzo fisico e contemporaneamente si svolgesse su di un “ritmo” in battere e in levare e tipica delle culture arcaiche della nostra zona e in lui, vissuto sulle montagne che sovrastano il Lago Maggiore, aveva radici profonde.
La lotta impari con la natura umana è stata la fatica sovrumana di Cotti e lo stillicidio continuo di tutti coloro che avendo conosciuto le altre dimensioni dello spirito ciclicamente piombano nelle difficoltà della vita quotidiana, che come scriveva Canetti, “come una mignatta ci succhia il sangue e non ci permette di occuparci delle questioni dell’anima”."
"Chi lo ha conosciuto preferisce ricordarlo con le ultime parole della sua poesia dedicata ad Andrea di Montbar, anima dell’Ordine del Tempio:
La chiamata giunge da oltre le stelle, il mistero dice sei il mio ariete, sei la mia catapulta, getta le vecchie porte che un nuovo esercito si sta riunendo"



L’ARTE DI ENRICO COTTI NELLA SUA MOLTEPLICITÀ
Mario Bertolo (Il Verbano, settimanale di Verbania, 19 febbraio 2000)

"Sono ormai trascorsi quattro anni dall’immatura e repentina dipartita dello scultore, pittore, poeta e drammaturgo Enrico Natale Cotti.
Ancora risuonano nel nostro animo le parole di S. Agostino, lette ai suoi funerali svoltisi il 27 gennaio 1996: “Se conoscessi il mistero immenso del Cielo dove ora vivo; questi orizzonti senza fine; questa luce che tutto investe e penetra; non piangeresti se mi ami!
Egli è più che mai presente tra di noi non solo per l’immagine familiare e per il suo tratto cordiale ed amichevole, ma anche per la molteplicità delle sue opere espresse con lo scalpello, il pennello e la parola.
Ingegno versatile ed aperto a tutte le emozioni, sapeva dipingere con lo scalpello e scolpire con il pennello.
A tu per tu con la materia era capace di renderla docile allo spirito e vivificata dall’arte.
Le sue opere ci parlano in continuazione di lui e ci danno la certezza della sua immortalità attraverso la sua arte. Tutti i temi contemporanei hanno trovato nella sua produzione una parte appropriata: la libertà, il potere, la vita, la morte, la realtà, il surreale in un susseguirsi di immagini vive ed incalzanti come il suo animo inquieto, e costantemente alla ricerca del vero e del bello.
Il marmo da lui modellato è veramente forma indistruttibile su cui egli ha fondato le sue riflessioni ed espressioni artistiche. Mi piace riascoltare col cuore la sua voce che faceva da tramite tra il suo spirito e la materia da cui veniva tratta la forma incantatrice. È un’arte che pur nella sua grandiosità non ha nulla di pompeggiante o di sdolcinato, né si compiace di contorsionismi barocchi.
Essenziale e marcata da un tratto vigoroso e senza ripensamenti, essa ci guida verso ascese spirituali attraverso il superamento di difficoltà tecniche che bene rispecchiano il cammino della vita umana tra dolori esistenziali ed ostacoli d’ogni genere costellata. Per questo il ricordo di Enrico Natale Cotti ci è tanto vicino e di conforto."



I PIANETI DI COTTI
Eric Levergeois – Traduzione di Chiara Lazzati
Testo scritto in occasione della mostra "I segni e la materia"
Regione Piemonte Villa S. Remigio (Verbania, Pallanza) 1 giugno-6 luglio 2002


"Perché Enrico Natale Cotti? E perché queste visioni di mondi sopranaturali e siderali ove i colori s’incontrano in un’armonia di pulverulenze acide, dai toni sostenuti, quasi che, al pari di un funambolo magico, egli fosse andato a cercare le sue tinte di pianeta in pianeta. L’ho conosciuto, nei suoi momenti di meditazione, quando nei suoi pensieri si affollavano la Gnosi, i Grandi Testi esoterici, la Parola dei Grandi Iniziati, degli asceti venuti da orizzonti tanto diversi, e credo di poter dire che portava in sé tutte le religioni che sfiorano la magia. La musica delle sfere, le cerimonie e le atmosfere orfiche, Enrico Natale Cotti percepiva tutto ciò con la facilità e la leggerezza con cui ci capita di voler ascoltare un quartetto o una sinfonia. Tutto qui. Questa mostra per noi, - intendo noi, i suoi ammiratori, noi che abbiamo avvertito lo charme (il fascino) dell’alchimista l’aspetto cromatico remoto ed incandescente delle sue creazioni (quelle stesse esposte attualmente nella mostra) ecco, questa mostra è una celebrazione e ormai una vittoria di questo grande giudice che è il tempo che riconsegna ai veri artisti il loro vero posto. In Enrico Natale Cotti convivevano due esseri distinti, quello che ahimè ci ha lasciato e l’altro che, sempre di metamorfosi in metamorfosi rimarrà (resterà – vivrà), il filosofo esoterico, l’esploratore dei pianeti remoti e sconosciuti. Andare a vedere queste opere raccolte nelle sale della Villa S. Remigio, posto di ineguagliabile bellezza, (il cui accesso può risultare difficile da trovare, quasi che, per una sorta di grazia giocosa della storia, le mostre di rara qualità sono altresì in luoghi rari e perciò cosa da meritarsi…) a nostro parere è il modo più raffinato per nutrire la propria intelligenza ed illuminarla."



SETTANTACINQUE VOLTI.
PRIMO ENIGMATICO INCONTRO DEGLI OCCHI CON LE OPERE DI ENRICO NATALE COTTI

Rolando Bellini Critico d'arte Tratto da "I volti del colore" Enrico Natale Cotti ed. Tararà Verbania 2006

" Una serie non di ritratti, ma di "volti" come li chiamava lui, l'autore, Enrico Natale Cotti in persona, settantacinque a contarli, uno dopo l'altro, settantacinque volti redatti tutti di getto. In qualche modo a memoria. Se non altro a distanza: di tempo, per quelli ripresi dal vivo . . .; di spazio, per coloro che sono vissuti in altri luoghi rispetto all'angolo di mondo entro cui si celava l'autore, altri tempi storici rispetto ai suoi. . . . Ma in ogni caso, sono tutti volti dotati d'una vitalità sorprendente. Quasi che l'artefice vi imprimesse, attraverso un segno veemente e rapido, con scatto improvviso e sobrio, l'alito vitale. ... Volti ritratti sommariamente, quasi fossero impressioni o ricordi, ma con intuizione acutissima, al tempo stesso psicologica e formale, con intento evocativo ed efficacia testimoniale che sembra dichiarare: sono uomini che hanno molto vissuto, che hanno inciso nella società, nella vita intellettuale e artistica e morale ... .Diresti: paiono persino frutto d'uno stato di trance, ma controllata o pilotata, che lascerebbe intendere una sorta di dialogo a distanza tra l'autore e il ritratto. ... Ogni singolo volto ... è stato montato con asciuttezza, quasi per sottrazione o riduzione estrema di gesto e segno, scelta cromatica e formale. Per di più, nell'arco breve di pochi minuti, con esecuzione diretta e rapsodica, tutta di prima, che svela un'attenzione ai ritmi e misure non visibili,a suoni e segni cadenzati, tesi verso l'aureolare lumen che già Edvard Munch coglieva attorno alla nuca dei suoi modelli, tutti nella scia, per esempio, di Rudolf Steiner. Vedremo poi, nella scia, pure di von Schoen. Redatti con un segno pittorico - . neoimpressionista, pur se ben distinte da un lato, poniamo, da Baselitz, dall'altro lato, da Basquiat. Anche, dall'espressionismo astratto nordamericano, dall'espressionismo tedesco a lui più vicino, da Schmidt - Ruttluff e compagni. Insomma un segno tutto suo. ... Si è di fronte ad un artista particolare che pare racchiudere in sé perlomeno due vite, che cerca di educare il riguardante a saper andare oltre le apparenze sensibili, oltre la percezione ottica dei colori, oltre gli aspetti meramente descrittivi delle forme, oltre le possibili motivazioni compositive. Per mostrare...L'infinita ricchezza fantasmatica della nostra mente e la scoperta d'infiniti mondi allorquando, al seguito di Leonardo, si investighi la natura rivestendola di forme simboliche, penetrandola attraverso molteplici approcci prospettici..."


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